Gaza is alive – Hip Hop senza frontiere, verso la carovana in Palestina

Euromediterraneo

“Che ne dite di una nuova destinazione quest’anno?”

Era questo lo slogan di apertura del video-reportage dell’azione di “Guerrilla-art” di Banksy nella Striscia di Gaza, a pochi mesi dalla fine dell’operazione militare “Margine protettivo”, condotta dall’esercito Israeliano e che ha lasciato enormi ferite alla popolazione civile.

Salvo qualche rara eccezione, negli ultimi 12 anni l’attenzione nei confronti di quel popolo costretto a vivere in quella che è stata da molti definita come “la più grande prigione a cielo aperto del mondo”, è inesorabilmente calata, o peggio, le violazioni dei diritti umani, vengono spesso derubricate dalla stampa nostrana a “violenze” o “disordini”. Fortunatamente, grazie anche all’impegno di alcune persone straordinarie, i riflettori non sono mai calati del tutto sulle tremende condizioni di vita alle quali sono costrette migliaia di uomini, donne e bambini.

 

Così abbiamo deciso di prendere sul serio l’invito provocatorio di Banksy e quest’estate andremo a Gaza!

Un po’ alla volta, grazie alla collaborazione tra diverse figure, abbiamo immaginato una carovana e costruito un progetto: sostenere la salute psico-sociale di chi è costretto a fare i conti quotidianamente con le conseguenze delle atrocità che gli sono state inflitte, attraverso una metodologia che esce dai canoni tradizionali; ovvero utilizzando le discipline artistiche legate alla cultura Hip Hop. Proprio questa cultura, che nasce come forma di espressione creativa ed alternativa alla violenza nelle comunità del Bronx degli anni 70, e che in quel contesto rese possibile l’emancipazione sociale e culturale di soggetti altrimenti destinati a vivere in contesti di marginalità, ha prodotto gli stessi riscontri positivi anche quando è stata esportata in altre situazioni di forte disagio sociale, divenendo oggetto di studio da parte degli psicologi di tutto il mondo.

Nella Striscia di Gaza, e più precisamente nel campo profughi di Nusseirat, esiste una crew di ballerini di break-dance palestinesi che tenta di alleviare le ferite legate al disturbo post-traumatico da stress nei bambini e nei giovani. Si chiamano “Camps Breakers”, e da 15 anni, attraverso l’Hip Hop, cercano di trasmettere alla popolazione palestinese quel senso di libertà soffocato dalla segregazione con la quale è costretto a fare i conti tutti i giorni.

Dieci anni fa hanno inoltre fondato una scuola, dove insegnano le discipline artistiche legate all’Hip Hop, che in questo momento necessita di fondi per sostenere i costi relativi all’affitto dei locali, la strumentazione, i corsi di danza, scrittura, musica e rap.

Ascoltando le esigenze di questi ragazzi, abbiamo dato vita ad un team multidisciplinare composto da psicologi e artisti che coopereranno nella realizzazione di una serie di workshop volti ad implementare le competenze tecniche specifiche degli insegnanti che già operano in loco e li metteranno in rete con gli psicologi gazawi.

Per consentire la realizzazione ed il mantenimento di tale progetto, è prevista una copertura economica che possa rendere gratuiti i corsi per i ragazzi e, al contempo, che garantisca agli insegnanti una retribuzione dignitosa.

Ci teniamo a sottolineare che questo progetto parte dal basso, da una relazione reale con i ragazzi che vivono la necessità di affrontare in questo modo il quotidiano e prendiamo le distanze da ogni logica paternalistica, mirando a costruire insieme ai beneficiari gli strumenti utili per raggiungere l’autodeterminazione.

 

La carovana, promossa da Associazione Ya Basta! Êdî Bese, Grafite HB, Another Scratch in the Wall e  la tedesca Musicon e.V., si chiamerà “Gaza is Alive”, riprendendo il nome del progetto che, nel 2015, portò in Europa 5 giovani ballerini della Camps Breakers crew.

Invitiamo tutti e tutte a contribuire alla realizzazione di questo progetto, attraverso la piattaforma di crowdfunding su ProduzionidalBasso, con bonifico bancario e partecipando agli eventi che vi comunicheremo sul nostro sito e su Global Project.

Alcuni amici, appartenenti alla scena Hip Hop italiana, hanno già deciso di sostenere la raccolta fondi: l’8 Marzo Colpo di Stato Poetico organizza un contest di freestyle presso il Cinetico Bar di Cervia (RA), mentre il 30 Marzo l’icona dell’Hip Hop italiano Dj Gruff terrà un live benefit al CSO Pedro di Padova. Due eventi ai quali non potete assolutamente mancare!

 

Tutte le info sulla pagina Facebook

Crowdfunding su Produzioni dal Basso

Bonifico Bancario:

IBAN: IT82V0335901600100000154044 c/o Banca Prossima

intestato a: Grafite HB

Causale: Gaza is Alive