Euromediterraneo 

Heartbeats to Palestine. Storie di altre biciclette

A Beirut, i profughi palestinesi si mobilitano in una due giorni ciclistica per ricordare la Nakba

di Riccardo Bottazzo, dalla carovana Fragile Mosaico, il viaggio della campagna Overthefortress in Libano.

Beirut – Ci sono anche altri ciclisti e ci sono anche altre storie di sport. C’è la vergogna di un Giro d’Italia svenduto agli interessi di bottega ed usato per accreditare agli occhi dell’Europa una Paese fondato sulla violazione dei diritti umani come Israele. Ma c’è anche chi sale in bicicletta per ribadire che lo sport è libertà. O, quantomeno, così è lo sport che ci piace.

Nel 70esimo anniversario della Nakba, i profughi palestinesi in Libano hanno lanciato una Critical Mass in bicicletta per ricordare quel giorno in cui furono allontanati dalle loro case e sradicati dalle loro terre, e cominciò la loro odissea nel mondo come popolo di profughi.

Sabato 12 e domenica 13 maggio, nel Libano si svolgerà un’altro giro. Un lungo percorso in bicicletta che si concluderà ad un chilometro dai confini con Israele. Heartbeats to Palestine, lo hanno chiamato. Battiti del cuore verso la Palestina. Un po’ perché pedalare farà anche bene alla salute ma ti accelera le pulsazioni, un po’ perché il cuore dei palestinesi, anche 70 anni dopo la “catastrofe” – questo è il significato della parola Nakba -, continua a battere verso la loro terra.

“Il nostro obiettivo – hanno scritto le associazioni palestinesi che hanno lanciato Heartbeats, giunto oramai alla terza edizione – è usare lo sport come strumento libero per chiedere giustizia sociale, diritti civili e attenzione ai rifugiati palestinesi del Libano che tutt’oggi non hanno diritto di possedere una casa, di mantenere un posto di lavoro e neppure libertà di movimento”. Tutti possono partecipare alla bicicletta. L’organizzazione ha predisposto anche auto e mezzi di sostegno per accompagnare chi non ha più l’età o le gambe per pedalare. Proprio come Alaa Al-Dal, il giovane palestinese che ha dovuto rinunciare al suo sogno di partecipare alle olimpiadi di ciclismo dopo aver subito l’amputazione di un arto. Un cecchino israeliano gli ha sparato mentre manifestava ai confini di Gaza per la libertà della sua terra.

Per seguire l’iniziativa seguite la pagina facebook di Critical Mass Beirut

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