Il carcere in risposta alle rivendicazioni indigene

Latinoamerica Wallmapu

Rimane ancora in carcere il lider indigeno Facundo Jones Huala, capo della comunità mapuche ‘Lof en resistencia del Departamento de Cushamen‘ – Chubut, arrestato con altri sei compagni il 27 maggio 2016, nel corso di una mega operazione di polizia messa in atto in un campo oggetto di recupero territoriale da parte del gruppo mapuche e reclamato dalla multinazionale Benetton, per poi essere rilasciati il giorno dopo in mancanza di presupposti legali per la detenzione. E’ accusato genericamente di ‘attentati’ in Cile.

Non è la prima volta che il sistema politico argentino, incurante dei trattati internazionali che tutelano i diritti delle popolazioni originarie, va in aiuto ai grandi proprietari terrieri, usurpatori internazionali, servendosi di un impianto di cause penali infondate per neutralizzare leader indigeni che lottano per i loro diritti, contro le ingiustizie del modello attuale.

In proposito il relatore speciale dell’ONU su Razzismo, Discriminazione Razziale e Xenofobia, Mutuma Ruteere, in visita in Argentina, ha descritto la situazione indigena come “terribile”, affermando che “in certe aree del paese i popoli indigeni vivono in condizioni di povertà estrema, isolati e senza accesso ai servizi basilari“. E ha notato che la cosa più allarmante è “la tendenza a reprimere la mobilitazione dei gruppi originari in reclamo dei propri diritti”.

El lonko Facundo Jones Huala està preso, però su voz es libre”

Davanti al carcere Unidad 14 di Esquel si susseguono manifestazioni di solidarietà da parte di componenti di altre comunità mapuche e della società civile impegnati in attività per la tutela dei diritti umani e salvaguardia del territorio. Diverse radio comunitarie del paese, che ultimamente stanno subendo un duro attacco da parte del governo, trasmettono sue dichiarazioni dal carcere.

joneshualaAlla mia gloriosa Nazione Mapuche

Ancora una volta nel carcere del colonialismo invasore, dal territorio mapuche occupato dallo stato oppressore argentino, che in complicità con lo stato oppressore cileno dimostrano ancora una volta la loro storica violenza politica razzista contro il nostro popolo a favore del grande capitale e dell'imperialismo.

Sto assumendo la mia condizione di perseguitato e prigioniero politico mapuche, militante del Movimento Autonomo Mapuche di Puelmapu (M.A.P.), combattente della Resistenza Autonoma Mapuche (R.A.M) e uno dei leader delle famiglie in resistenza del dipartimento di Cushamen.  

Ringrazio tutto il popolo mapuche consapevole, in particolare le comunità che mi hanno protetto durante la clandestinità e quelli che si sono mobilitati dopo l'operazione che ha portato al mio arresto. Non mi rivolgo che al nostro popolo e ai popoli originari oppressi della regione e del mondo, non mi interessa il parere dell'apparato repressive, l'intelligence, l'imperialismo, gli stati, ne alle imprese o proprietari terrieri.

Per l'oppressore siamo solo manodopera a basso costo o "criminali" da essere isolati dalla società. Siamo nati e cresciuti emarginati oppressi diseredati, siamo una nazione occupata nel terzo mondo, siamo diventati consapevoli della nostra condizione e da lì che lavoriamo e continueremo con dignità per ricostruire il nostro mondo, in rotta verso la Liberazione Nazionale Mapuche.

Come molti altri combattenti, dal momento che abbiamo la consapevolezza e l'impegno nella lotta storica che sviluppiamo, assumiamo degnamente le evenienze della prigione, la morte, la tortura e la persecuzione politica, convinti che i sogni di libertà dei nostri antenati saranno concretizzati fino a quando rimarremo fedeli, coerenti e integrali ai nostri valori tradizionali.

E' ora fratelli di identificare i nostri nemici e riconoscersi fra di noi, per distruggere le catene invisibili del dominio capitalista coloniale, semi-feudale e imperialista.

La Liberazione Nazionale è una lotta a lungo termine sostenuta da due assi principali, l'urgenza di resistenza al capitale transnazionale e estrattivista fino alla sua rimozione e la ricostruzione integra tutto ciò che ci definisce come nazione millenaria, approfondendo la consapevolezza e l'organizzazione ancestrale in tutto il territorio ancrestrale mapuche.

Forza per tutti quei mapuche che continuano degni e coerenti, avanti, questa è la nostra terra, loro sono gli invasori.

Fuori Benetton, Lewis, latifondisti e transnazionali.
Basta con repressione, sgomberi e criminalizzazione.
Ne il carcere ne le pallottole ci fermeranno.
Cushamen è territorio Mapuche, non degli invasori.

Longko Weichafe Francisco Facundo Jones Huala
Pu Lof en Resistencia CurraMapu

dal carcere Unidad 14, Esquel 

Nel giorno del 22 giugno, solstizio di inverno, momento chiave nella cosmo visione mapuche per la vita dell’universo, si è verificata una situazione inconsueta per un luogo di detenzione. Una delegazione mapuche ha ottenuto il permesso di entrare e, congiuntamente a Facundo, di celebrare la cerimonia tradizionale ‘wiñoy tripantu’, mentre altri hanno svolto la celebrazione all’esterno del carcere.

Durante l’udienza pubblica di revisione della misura cautelare di arresto preventivo Facundo elenca i sopprusi che, in quanto mapuche e in quanto povero, ha dovuto sopportare fin da quando era bambino, arrestato la prima volta all’età di 11 anni.

Presenta accuse ben precise sull’operato della polizia, dentro e fuori del carcere, denunciando le sparatorie a cui sono sottoposti nella comunità, con compagni che colpiti da proiettili, sia di gomma che normali, che non possono presentarsi per le cure sanitarie per timore di essere arrestati.

Dichiara apertamente che la polizia di El Maiten e Leleque, dove ha la sede principale la ‘Compañía de Tierras del Sud Argentino’, lavora da sempre per Benetton, tutelando i suoi interessi a scapito dei diritti anche dei dipendenti, costretti a lavorare per un salario da fame, senza copertura previdenziale, assistenza sindacale e terrorizzati di presentare qualsiasi tipo di rivendicazione.

Rivendica fino in fondo la recuperazione del territorio di Cushamen, dichiarandosi prigioniero politico, pur non appartenendo a gruppi comunisti o anarchici.

Di seguito il video.

https://youtu.be/r4uuq8v4ZtM

per manifestare solidarietà e info

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