Bolivia, lettera di solidarietà alle sorelle e ai fratelli delle organizzazioni sociali

Latinoamerica

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di solidarietà delle compagne e dei compagni della Fundación Abril di Cochabamba.

Al popolo italiano, alla Cooperazione Italiana, alle sorelle e ai fratelli delle organizzazioni sociali

Dal silenzio che ricopre le strade e le vie di Cochabamba, come di gran parte del pianeta, non siamo indifferenti al dolore, alla angustia e alla tragedia che soffre il popolo italiano nelle città, nei paesi, nelle frazioni e negli ospedali.

L’Italia è uno dei paesi più duramente colpiti dal Coronavirus o COVID 19 e vogliamo porgere in particolare al suo popolo il nostro messaggio di piena solidarietà per la preoccupante situazione che attraversa, anche se non siamo indifferenti alle sofferenze di altri popoli in altre parti del mondo.

Lo facciamo perché da quasi vent’anni lavoriamo  con collettivi sociali nelle lotte e nelle rivendicazioni comuni dell’umanità, per l’Acqua, per la Vita, per la Dignità, per l’Allegria, sognando insieme un mondo nuovo.

I media funzionali solo ci parlano dei morti e dei contagiati e non della grande solidarietà, del lavoro comunitario e dell’impegno di migliaia di giovani, donne, uomini, anziani che stanno costruendo reti di sostegno reciproco per i più colpiti da questa pandemia. I centri sociali, le reti di quartiere, operaie e operai delle fabbriche, professionisti, organizzatori, attivisti, popoli interi che stanno resistendo senza supporto dello Stato, in modo autonomo, dignitoso e reciproco per far fronte non solo alla malattia, ma anche a questo sistema che è responsabile delle calamità che quotidianamente colpiscono i popoli del mondo. Non solo con pandemie come questa, ma anche con il saccheggio e l’accaparramento dei nostri territori, dei nostri diritti come lavoratrici e lavoratori da parte di chi detiene la proprietà del denaro ed il potere politico per decidere, per noi.

Il nostro riconoscimento, il nostro grande sentimento di gratitudine e solidarietà con il popolo italiano e tutti i popoli del modo. Le loro sofferenze sono anche le nostre, la resistenza, la solidarietà ed i sogni sono anche quelli condivisi.

Como dicono le nostre sorelle e i nostri fratelli indigeni negli angoli degni della nostra terra: «CHIEDIAMO DI NON PERDERE IL CONTATTO UMANI; MA A CAMBIARE TEMPORANEAMENTE LE FORME CON CUI RICONOSCERCI COMPAGNI, FRATELLI E SORELLE.

LA PAROLA E L’ASCOLTARE, CON IL CUORE, HANNO TANTE STRADE, TANTI MODI, MOLTI CALENDARI E GEOGRAFIE PER INCONTRARSI. E QUESTA LOTTA PER LA VITA PUÒ ESSERE UNO DI QUESTI».

Cochabamba, Bolivia, 25 marzo del 2020

 

 

Al Pueblo italiano, a la Cooperación italiana, a las hermanas y hermanos del CeVI y de las organizaciones sociales

Desde el silencio que cubre las calles y los caminos en Cochabamba, como en gran parte del planeta, no estamos ajenos al dolor, la angustia y la tragedia que sufre el pueblo italiano, en ciudades, aldeas, pueblos y hospitales.

Italia ha sido uno de los lugares más duramente golpeados por el Coronavirus o COVID 19 y en particular va para este pueblo nuestro mensaje de solidaridad plena por la grave situación que atraviesa, aunque no ajenos al padecimiento de otros pueblos en varias partes del mundo.

Hacemos esto porque durante casi dos décadas hemos estado trabajando con colectivos sociales en la lucha común de la humanidad, por el Agua, por la Vida, por la Dignidad, por la Alegría, soñando juntas y juntos con un mundo nuevo.

La prensa funcional solamente nos habla de los muertos e infectados y no así la enorme solidaridad, trabajo comunitario y compromiso de miles de jóvenes, mujeres, hombres, ancianos y ancianas que están creando redes de apoyo en función de los mas afectados y golpeados por esta pandemia. Los centros sociales, las redes de barrios, obreras y obreros de las fábricas profesionales, organizadores, activistas, pueblos enteros están resistiendo sin apoyo estatal, de manera autónoma, digna y recíproca para enfrentar, no solo a la enfermedad, sino a este sistema que es el responsable de las calamidades que cotidianamente azotan a los pueblos del mundo, no sólo con pandemias como ésta, sino con el despojo y saqueo de nuestros territorios, de nuestros derechos como trabajadores y trabajadoras por parte de quienes tienen la propiedad del dinero y el poder político para decidir, por nosotras y nosotros.

Nuestro reconocimiento, nuestro enorme sentimiento de gratitud y solidaridad con el pueblo italiano y los pueblos del mundo. Sus padecimientos también son nuestros, su resistencia y solidaridad y sus sueños, también, son compartidos.

Como dicen nuestros hermanos y hermanas indígenas de los rincones dignos de nuestra tierra:

«LLAMAMOS A NO PERDER EL CONTACTO HUMANO, SINO A CAMBIAR TEMPORALMENTE LAS FORMAS PARA SABERNOS COMPAÑERAS, COMPAÑEROS, HERMANAS, HERMANOS.

LA PALABRA Y EL OÍDO, CON EL CORAZÓN, TIENEN MUCHOS CAMINOS, MUCHOS MODOS, MUCHOS CALENDARIOS Y MUCHAS GEOGRAFÍAS PARA ENCONTRARSE.  Y ESTA LUCHA POR LA VIDA PUEDE SER UNO DE ELLOS».

 

Desde Cochabamba, Bolivia, marzo 25 del 2020

 

Equipo de la Fundación Abril.