Proclama del Parlamento per l’Acqua e in difesa del Río Chubut

Wallmapu

El Maitén, Chubut, Puel Huili Mapu

31 gennaio, 1-2 febbraio 2020

Mapuche e non Mapuche, membri della società civile, organizzazioni sociali, Lof e comunità, prendiamo la parola in forma autonoma, solidale, collettiva e libertaria. I primi convocati al nostro Parlamento sono stati Ngene Newen  (n.d.t “Spiriti e forza della Natura”) del nostro territorio. Anche i nostri antenati erano presenti con noi attraverso il Witra-Tripal (n.d.t. cerimonia mapuche che si è svolta all’alba della giornata di apertura dell’assemblea plenaria), realizzata sulle sponde del rio Chubut. Ci hanno accompagnato fino alla conclusione del Parlamento.

Attraverso le parole di ognuno, abbiamo ripercorso la geografia del Wallmapu (n.d.t. territorio mapuche in Patagonia). Queste parole ci hanno raccontato storie di conflitto, di violenza, di saccheggio e di minaccia alla vita. Ci dicono che siamo di fronte a un sistema che avanza con la logica del sopruso, non solo dei territori, ma anche delle coscienze e della volontà delle persone.

Ma ci parlano anche della crescita dell’organizzazione e della lotta, del rafforzamento delle comunità Mapuche e del recupero territoriale che esse esercitano, della resistenza contro l’estrattivismo minerario, che promuovono le assemblee, i movimenti ecologisti, il movimento femminista, i collettivi di residenti autoconvocati e i mezzi di informazione indipendente da questa latitudine ad ogni altra parte del mondo. Nessuna frontiera municipale né provinciale ci ha fermato, infatti hanno partecipato numerose persone, organizzazioni e comunità di varie provincie, e di altri paesi del mondo. Innanzi a uno scenario di tale avversità, abbiamo dato vita, grazie a questo Parlamento, a un momento di intesa e dialogo. L’ordine del giorno del Parlamento si è costruito collettivamente, senza direttive predefinite, riflettendo le preoccupazioni e le intenzioni di tutti i partecipanti.

Ci siamo confrontati su questi temi:

  • Il processo di recupero dei territori Mapuche si traduce in un’azione profondamente complessiva.  La spiritualità, la lingua, la memoria, i saperi, la solidarietà, le alleanze…tutto questo emerge dal concetto di territorio recuperato. A partire da questi presupposti, abbiamo cominciato a sanare la piaga che per noi ha significato la tragica storia di un popolo invaso, cacciato, perseguitato, sradicato e oppresso.
  • Il controllo territoriale, non inteso da un punto di vista winka (n.d.t. “mentalità capitalista predominante”), ma come capacità di prendere una decisa posizione in difesa delle risorse idriche, dei boschi, dell’aria, della terra. Intesa dunque come un passo verso l’autodeterminazione territoriale, l’esercizio del kizungenewün, ossia la capacità di decidere per se stessi.
  • Quando manchiamo di kizungenewün patiamo le conseguenze dell’imposizione di questo sistema basato sul capitalismo estrattivista. Così si impongono, ad esempio, le piantagioni di pino, che generano siccità e distruggono gli alberi autoctoni, si riproducono rapidamente e sono altamente infiammabilli, o la monocultura di frutti di bosco nella produzione dei quali si utilizza bromuro di metile, che contamina la terra lasciandola sterile.
  • La mancanza di kizungenewün ci espone alla gestione irresponsabile degli scarichi fognari di molti municipi, all’accaparramento dell’acqua da parte dei proprietari terrieri che invasano e convogliano fiumi e torrenti, impedendo le vie naturali di accesso all’acqua dei residenti, alla gestione dell’Istituto Provinciale dell’Acqua e delle di amministrazioni delle falde acquifere, quasi sempre formati dagli stessi monopolizzatori dell’acqua, che hanno causato, per esempio, il prosciugamento del Lago Colhue Huapi. Nel Rio Negro, il Dipartimento Provinciale delle Acque, ha dato il permesso a Patagonia Gold di usare le acque sotterranee per il progetto minerario Calcatreu.

Questo Parlamento esige lo scioglimento di questi organi, che sono parte del business dell’acqua.

  • La mancanza di kizungenewün ci espone all’accerchiamento delle rive e alla perdita dell’accesso ai fiumi e ai laghi. A El Maiten, la Compagnia Tierras del Sur Argentino ha recintato ogni accesso al Río Chubut dalle strade e dai sentieri pubblici, ma allo stesso tempo, sebbene possa sembrare contraddittorio, è necessario esigere da parte di chiunque ne usufruisca, la coscienza, il rispetto e la cura che il transito attraverso i territori delle comunità mapuche richiede, per le quali l’acqua è una questione vitale. I latifondisti chiudono gli accessi alle sponde: ciò comporta una maggior concentrazione di utenti, che riversandosi intorno ai corsi d’acqua all’interno delle aree comunitarie, risultano fortemente impattanti.
  • La mancanza di kizungenewün ci espone all’accaparramento da parte dei privati delle sorgenti dei fiumi. Il Foyel, il Villegas, l’Alto Chubut sono sotto controllo di corporation belghe, inglesi, arabe: il gruppo BURKO, che ha sede ad Arelaufquen (n.d.t. un quartiere privato che a Bariloche ha di fatto interdetto il libero transito della comunità mapuche), il gruppo Tavistock, proprietà di Joseph Lewis, l’emiro del Qatar Hamad Bin Jalifa Al Thani.
  • Senza kizungenewün avanzano gli interessi della mega-miniera a cielo aperto. Contro il progetto Calcatreu, che ha l’intento di estrarre oro e argento nella città Ingeniero Jacobacci, questo Parlamento riafferma la sua posizione di un netto no alla miniera inquinante, così come al progetto “Navidad” nella zona di Chubut. Esigiamo l’applicazione della legge “anti-cianuro” nella regione del Rio Negro e l’espulsione delle imprese Pan American Silver e Patagonia Gold. Di fronte a governi che propongono la mega miniera come prospettiva di crescita economica, ci posizioniamo in difesa dell’acqua, del territorio e della vita.

I bacini del Chubut, Somuncura, Gastre, Sacanana, Arroyo Perdido, Intermedia y Central, parte  del Wallmapu, sono a rischio per tutti questi motivi. L’impegno di questo Parlamento è agire congiuntamente in difesa delle nostre risorse idriche e della totalità del territorio. Dire che l’acqua è vita implica un piano d’azione condivisa. Questo è il patto stipulato dal nostro Parlamento. Mettiamo in chiaro alle istituzioni, agli amministratori, ai governatori, al presidente, che non cederemo le nostre acque, i nostri territori, i nostri corpi, le nostre vite. Nonostante gli arresti, le persecuzioni, gli omicidi, le sparizioni forzate di militanti mapuche e attivisti, la repressione dello Stato non ha raggiunto il suo obbiettivo, semmai il contrario: in tal modo ha alimentato la presa di coscienza e l’alleanza dei nostri fratelli delle nostre sorelle, compagni e compagne. Proseguiremo la costruzione di questo processo, già iniziato da decenni, di recupero dei territorio. Celebriamo ogni atto di recupero e azione libertaria contro qualunque tipo di iniziativa di sfruttamento minerario, petrolifero, idroelettrico o qualsiasi altro progetto, privato o statale, che attenti ai principi dichiarati in questo proclama.

Scagionamento immediato degli attivisti e delle attiviste sociali, libertà per il Lonko Facundo Jones Huala, solidarietà con tutti i disobbedienti del mondo!

Per il territorio, la giustizia e la libertà!!

 Marici Weu!

 

 

Lof Pillán Mawiza, Corcovado

Lof Cayun, Lago Puelo

Lof Cañió, Buenos Aires Chico

Lof Paillako, Lago Futalafquen

Comunidad Mapuche Ancalao

Lof en Resistencia Departamento Cushamen

Lof Kurrache,

Comunidad Vuelta del Río

Lof Las Huaytecas

Comunidad Huisca Antieco, Alto Río Corinto

Comunidad Enrique Sepúlveda, Bs As Chico

Colectivo Tinta Verde, La Plata-Bariloche

Organización Ecologista Piuke, Bariloche

Federación Tierra y Vivienda, Río Negro

Associazione Ya Basta! Marche, Italia

Associazione Ya Basta! Edi Bese! – Italia

Pro-Eco Grupo Ecologista, Tucumán

Asamblea de Vecinos Autoconvocados No a la Mina, Esquel

ADCRE Asamblea en Defensa Río Epuyén

Asamblea Permanente por los Derechos Humanos, Esquel

Grupo GEMAS, Bariloche.

Radio FM Islas Malvinas 93.7 Pto Madryn

Red Jarilla de plantas saludables de la Patagonia

Observatorio del Agua, UNPSJB

Asamblea en defensa del Agua y el Territorio, Huahel Niyeo, Ing. Jacobacci

Unión de Asambleas Ciudadanas, Trelew

Biblioteca Popular Osvaldo Bayer, Villa la Angostura

Cátedra Libre de Pueblos Originarios, UNPSJB

Asamblea Comarcal Contra el Saqueo

Grupo de Autoconvocades “El Paraná no se toca”, Rosario, Sta Fe.

FM Petu Mogeleiñ 88.7, El Maitén

Unión de Asambleas de RW Playa