I 43 studenti di Ayotzinapa spariti per il legame tra Stato e gruppi criminali.

Messico

di Christian Peverieri

Per la Comisión Nacional de Derechos Humanos messicana non ci sono dubbi: la sparizione forzata di 43 studenti, l’omicidio di altre 6 persone e il ferimento di altre 42 persone nella notte tra il 26 e 27 settembre 2014 sono avvenuti per il legame della polizia municipale di Iguala, della polizia statale, della polizia federale e dell’esercito con i gruppi criminali organizzati.

La conferma di quanto è sempre stato sostenuto dai familiari
degli studenti desaparecidos e dagli attivisti che accompagnano la loro lotta
per la verità e la giustizia ora è scritta nero su bianco in un report di oltre
2000 pagine e 16 “raccomandazioni”: a essere tirati in ballo nelle
responsabilità sono il sindaco di Iguala, il Congresso Statale, la Difesa, la
Marina Militare e anche il Presidente Enrique Peña Nieto. Per il presidente
della CNDH, Luis Raúl González Pérez varie «autorità hanno violentato il
diritto alla verità delle vittime e della società in diverse occasioni».

La complicità è evidente dal momento che le autorità non
hanno indagato in profondità, per omissione o tolleranza dei funzionari
pubblici di diversi ordini di governo: «un crimine di tali dimensioni è potuto
succedere solo per la penetrazione del crimine organizzato nelle strutture di
governo», ha detto il rappresentante della CNDH.

Il report evidenzia anche le responsabilità della PGR
(Procura Generale della Repubblica), con azioni di depistaggi e la volontà di
insabbiare il caso, ma d’altra parte riabilita parzialmente la “verdad
historica” prodotta dalla stessa PGR e smentita varie volte dalle indagini indipendenti.

Secondo la CNDH, nella discarica di Cocula, almeno 19
persone sono state bruciate in tempi compatibili con la scomparsa dei 43 studenti.
Le analisi sui resti ritrovati tuttavia non danno la possibilità di risalire a
chi appartengano tali ossa. Questa rivelazione ha suscitato grande attenzione
nei media, tanto che si può leggere nei giornali messicani della “riabilitazione”
della verità storica e dei funzionari che l’hanno prodotta. Quest’ultimo
annuncio è stato criticato dall’EAAF, l’Equipo Argentino de Antropologia Forense:
«l’EAAF non è d’accordo con una parte importante delle conclusioni raggiunte
dalla raccomandazione della CNDH nell’interpretazione e nelle conclusioni per
quanto riguarda la discarica di Cocula ed i risultati presumibilmente
recuperati da un sacchetto del Río San Juan, Cocula, secondo la PGR».

(QUI
il comunicato completo).

La battaglia per la verità continua. Il Segretario di
governo uscente Navarrete Prida ha accettato il report e le raccomandazioni e ha
commentato con un lapidario «è compito del nuovo governo risolvere il caso
Ayotzinapa». E in effetti, il nuovo presidente Andrés Manuel Lopez Obrador, che
entrerà in carica il 1° dicembre, come primo atto del suo governo, ha convocato
al Palacio Nacional i genitori dei 43 studenti dei desaprecidos e gli avvocati
che li seguono per lunedì 3 dicembre. Già da lunedì infatti è prevista l’emanazione
del decreto presidenziale con cui verrà creata una Commissione di indagine,
strumento «importante perché non è una Commissione per la Verità in termini
classici, ma un meccanismo straordinario di giustizia, con facoltà penali» ha
segnalato Mario Patrón del Centro de Derechos Humanos Miguel Agustín Pro
Juárez, organizzazione che segue i familiari fin dall’inizio.

Dopo oltre 50 mesi dalla sparizione forzata, si apre uno spiraglio
per i familiari: la speranza è che il nuovo governo progressista possa dar
seguito alle volontà dei familiari e alle indicazioni delle varie indagini
indipendenti e ritrovare la strada che conduce alla verita, alla giustizia e al
castigo dei colpevoli.