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Ayotzinapa, il GIEI se ne va, la lotta per la veritá continua Messico 

Ayotzinapa, il GIEI se ne va, la lotta per la veritá continua

di Christian Peverieri

Il Gruppo Interdisciplinario di Esperti Indipendenti lascia il caso Iguala nonostante non siano ancora stati ritrovati i 43 studenti spariti la notte tra il 26 e il 27 settembre 2014. La decisione non é certo da imputarsi agli esperti stessi, tanto meno alla CIDH, la Commissione Interamericana dei Diritti Umani che ha dato il mandato a investigare. La decisione é opera del Governo Messicano che, possiamo vederla cosí, non ha piacere che occhi indiscreti frughino nelle debolezze del narcoestado alla ricerca della veritá.

Prima di abbandonare il lavoro (anche se gli esperti hanno promesso che continueranno in altri modi a stare al fianco dei genitori dei desaparecidos), hanno però dato un ultimo aggiornamento sul risultato delle loro indagini. Indagini che ancora una volta mettono in stretta relazione gruppi di narcotrafficanti con interi apparati dello stato, in particolar modo le polizie statali e federali e soprattutto il 27^ battaglione dell’esercito di stanza a Iguala e al quale non é stato mai permesso fare un’interrogatorio. Lo stato era dunque presente la notte della tragedia ed ha avuto un ruolo di primaria importanza nella sparizione dei 43 studenti.

Tra le altre cose il GIEI scopre le falle dell’investigazione ufficiale effettuata dalla Procura che ha scelto di approfondire le indagini solo sulla discarica di Cocula (dove é stato provato scentificamente sia dal GIEI che dagli esperti argentini del EAAF non é possibile siano stati bruciati 43 corpi), tralasciando per esempio di seguire la pista dei telefoni degli studenti, alcuni dei quali hanno continuato ad essere attivi anche molti giorni dopo la sparizione.

Il GIEI inoltre lamenta il fatto che nella ricerca non sono state usate tecnologie satellitari in grado fin da subito di aiutare a ritrovare gli studenti e documenta che su 17 testimoni della cosiddetta “veritá storica” prodotta dalla PGR é stata usata tortura per estorcere confessioni.

Gli esperti hanno poi messo in risalto come le istituzioni messicane abbiamo cercato in tutti i modi di ostacolare il loro lavoro, arrivando ad attuare una campagna di diffamazione nei confronti degli esperti utilizzando i media al soldo dello Stato. Infine il GIEI dichiara che un’intervento di organizzazioni internazionali sul caso é indispensabile per raggiungere la veritá.

Per i genitori e compagni dei desaparecidos la lotta per la veritá e la giustizia si fa in salita ma non finisce qui: ¡hasta encontrarlos vivos!

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