Il 2015 in Messico, un anno di lotta per i desaparecidos.

Messico

di Christian Peverieri

 

Con la marcia organizzata dai Genitori di Ayotzinapa il 26 dicembre a Cittá del Messico, si chiude il 2015, segnato dalla continua richiesta di presentazione con vita dei 43 studenti di Ayotzinapa scomparsi ormai 15 mesi fa, la notte del 26 settembre 2014.

AYOTZINAPA SOMOS TODOS

Innanzitutto, il movimento di genitori dei ragazzi scomparsi e degli studenti di Ayotzinapa appare piú vivo che mai. Non sono serviti a nulla tutti i tentativi del Governo di mettere a tacere, criminalizzare, disinnescare la forza esplosiva della loro protesta. Anzi, ogni attacco é stato prontamente respinto rafforzando la solidarietá nazionale ed internazionale a genitori e studenti e alle loro legittime richieste di verità e giustizia, non solo per i 43 studenti ma per le migliaia di desaparecidos vittime della guerra al narcos, di cui ne sono il simbolo.

FUE EL ESTADO

É inoltre ormai sotto gli occhi di tutti che la ‘verdad historica’ prodotta dallo Stato messicano é una montatura prodotta ad arte per negare il ruolo e la responsabilitá dello Stato messicano nella vicenda. Grazie al GIEI, il gruppo di esperti interdisciplinario del CIDH (Comisión Interamericana de Derechos Humanos) che ha indagato sul caso, le fiabe della Procura Generale della Repubblica sono state smontate una ad una, in particolare é stata categoricamente smentita e dichiarata impossibile la versione secondo la quale gli studenti sarebbero stati bruciati e inceneriti nella discarica di Cocula. Queste controinchieste hanno costretto il governo messicano a cambiare tattica.

REPRESSIONE

Ecco quindi il tentativo di associare Omar Garcia e altri studenti di Ayotzinapa a un gruppo criminale che opera in Guerrero; a questo ha fatto seguito la caccia all’uomo dell’esercito contro i normalisti di Ayotzinapa in novembre, l’attacco istituzionale alle scuole rurali del Paese con una nuova legge educativa che non solo riduce l’offerta formativa ma ne mette in pericolo l’esistenza, e infine la sempre feroce repressione contro gli studenti normalisti del Michoacan scesi in strada per protestare contro la nuova legge educativa, e che vede tutt’ora in carcere di massima sicurezza trenta giovani, accusati di costruzione e detenzione di armi esplosive.

ACCIÓN GLOBAL POR AYOTZINAPA

La giornata del 26 dicembre, costruita attorno ai 43 studenti scomparsi e ai 30 in carcere di massima sicurezza, ha visto la partecipazione di un migliaio di persone che si sono riversate per le strade della capitale nonostante le festivitá, ad indicare, semmai ce ne fosse ancora bisogno, quanto sia sentito il tema delle sparizioni forzate.

Il corteo si é snodato lungo le vie del centro per ore con alla testa i genitori degli studenti scomparsi ed é terminato alla Basilica di Guadalupe dove i genitori hanno nuovamente richiesto la presentazione con vita dei loro figli e hanno dichiarato che, nonostante sia trascorso un altro Natale in loro assenza, sono fiduciosi di ritrovarli vivi. Il corteo si é concluso verso sera senza che si verificassero situazioni di pericolo per i manifestanti.

IL QUADRO GENERALE E L’EJIDO DI TILA

Questo é il quadro, in un Messico che comunque non vede cessare tutte le sue contraddizioni e le sue lotte, dove il narcoestado impone con la violenza il proprio potere e dove le uniche sacche di resistenza al potere neoliberale e fascista che rappresentano, é dato dagli strati piú poveri della popolazione che si autorganizzano e producono resistenza e alternative.

É il caso per esempio dell’Ejido di Tila dove la popolazione locale ha destituito il potere istituzionale, che favoriva gli interessi speculativi a fini turistici di privati, e ha riscattato i propri diritti, occupando e smantellando appunto il municipio istituzionale e riconquistando il diritto a decidere sulla propria terra e sulla propria vita.
Si chiude dunque un anno segnato principalmente dalla vicenda di Ayotzinapa, non si chiudono invece le proteste e le manifestazioni in un Paese che sarebbe piú corretto definire in guerra dato l’altissimo numero di morti ammazzati che continua a salire di giorno in giorno.