Il confine di Bapska e il campo di Opatovac

Euromediterraneo

Reportage dalla staffetta #overthefortress dal confine tra Croazia e Serbia

A Bapska, una dei paesi al confine tra Croazia e Serbia, la situazione era fino a ieri sera congestionata. E’ vietato l’accesso ai giornalisti, e solo Croce Rossa, UNHCR e volontari possono avvicinarsi alla frontiera.

Al nostro arrivo, alle prime ore del pomeriggio, già un migliaio di persone sono bloccate in mezzo alla strada, sotto il sole; davanti la polizia croata in assetto antisommossa, dietro il confine Serbo appena attraversato. Si attende che arrivino gli autobus per portarli a Opatovac o a Beli Monastir, a seconda della disponibilità nei due campi.

Nonostante gli sforzi dei presenti, è molto difficile riuscire a fornire assistenza a tutti, e sono molte le persone colpite da malori per via del caldo, o con ferite dovute al viaggio che vengono ricoverate in una tenda improvvisata da Medici senza Frontiere. Col calare del sole la fila si ingrossa notevolmente e iniziano a partire i primi gruppi di persone. Il mattino seguente, la frontiera viene chiusa e il flusso di migranti viene deviato verso Tovarnik.

Ci giunge voce che nella giornata di mercoledì 23 Settembre al campo di Opatovac c’è stata parecchia tensione. Ci rechiamo al campo e conosciamo degli attivisti tedeschi che hanno allestito una cucina. “La Croce Rossa continua a ripeterci che dobbiamo smontare la cucina e andarcene, perché non siamo volontari ma attivisti”. Nonostante la resistenza delle organizzazioni governative, riescono ad accedere al campo, fino ad ora totalmente “off limits” e ci chiedono di andare con loro.
Il campo è un lager. La zona è divisa da terrapieni sorvegliati a vista dalla polizia. I tendoni – dormitori sono in realtà vuoti e le persone dormono per terra, in mezzo all’immondizia. Al nostro arrivo veniamo letteralmente assaltati da bambini in cerca di cibo. Uno dei ragazzi tedeschi ci racconta che il giorno prima, la polizia ha caricato la ressa di gente che si era ammassata a ridosso dell’ingresso degli autobus, e che sono stati i volontari stessi ad aiutare i feriti, perché a causa delle molte troupe televisive presenti all’esterno, la Croce Rossa non voleva che si capisse quello che stava accadendo. A seguito di ciò i migranti hanno inscenato una protesta all’interno del campo chiedendo libertà di movimento e condizioni dignitose.

La staffetta continua, perché crediamo sia fondamentale portare aiuti e testimoniare ciò che sta accadendo anche quando vorrebbero impedircelo.

Staffetta #overthefortress,